Che fiducia hai?

Che fiducia hai?

Che fiducia hai? 1600 688 Gianluca Fiusco, direttore

Eccoci arrivati a Dortmund.

Il nostro diario di viaggio si apre con l’arrivo nella città tedesca quest’anno capitale del Kirchentag 2019.

Cosa è il Kirchentag? Letteralmente giorno delle chiese nasce però per iniziativa di un gruppo di protestanti tedeschi nel 1949 che, dopo gli anni terribili che portarono al secondo conflitto mondiale, vollero fondare un grande forum su temi politici e le sfide spirituali del tempo. La Chiesa Protestante Tedesca (oggi EKD), volle così istituire un “Congresso della Chiesa protestante tedesca per riunire persone che si interrogano sulla fede cristiana. Riunire i cristiani protestanti e rafforzarli nella loro fede. Incoraggiare la responsabilità nella Chiesa, rendere possibile la testimonianza e il servizio nel mondo e contribuire alla comunione della cristianità mondiale”. (Preambolo dell’Ordnung des Deutschen Evangelischen Kirchentages)

E così oggi ogni due anni l’EKD (Chiesa Evangelica Tedesca) che raccoglie circa 22 milioni di cittadini tedeschi, si ritrova insieme attorno ad un “tema” e in luogo sempre diverso della Germania.

Una Chiesa, quella protestante, che vede nel Kirchentag l’opportunità di aprirsi al mondo, e dialogare per una settimana intera sui temi più importanti dell’economia, della politica, dell’impegno.

Presidenti della Repubblica, Cancellieri, Ministri, fino alla presenza di Barack Obama nel 2017, solo per citare un nome certamente noto a molti anche giovani.

Il Servizio Cristiano sarà presente quest’anno con un proprio stand al Markt der Möglichkeiten und Messe im Markt a Dortmund per presentare il nostro impegno educativo, sociale e per la salvaguardia del creato.

Un ritorno, dopo alcuni anni di presenza all’interno degli spazi della Chiesa Valdese, ad una presenza più mirata alla mission dell’Opera.

Non solo, grazie al lavoro meticoloso della nostra responsabile delle attività di Partnership, Formazione, Fundraising, Franziska, la presenza del Servizio Cristiano sarà testimoniata anche da due concerti inseriti nel fitto programma ufficiale del Kirchentag.

Attraverso la musica l’impegno che parte da Riesi verrà presentato in un contesto internazionale cui partecipano migliaia di persone provenienti non soltanto dalla Germania, ma da tutto il mondo. 

Oltre 100 mila i partecipanti accreditati, cioè coloro che si sono già iscritti ai diversi eventi, ai forum, alle manifestazioni ufficiali. 

Altrettanti se non di più saranno le persone che spontaneamente parteciperanno alle attività di volta in volta. 

Più di 5000 mila gli ospiti stranieri attesi provenienti da 80 nazioni, per un impegno non soltanto ecumenico ma di comprensione di quel che accade nel mondo, da una prospettiva anche religiosa ma non solo.

Più della metà dei partecipanti in totale saranno giovani sotto i 30 anni: organizzazioni sociali, ecclesiastiche, gli scout, movimenti per la pace, comitati internazionali per la difesa dell’ambiente e del territorio, Organizzazioni Governative e non Governative: il caleidoscopio di partecipazioni è davvero eterogeneo spalmato in oltre 2500 eventi culturali, spirituali e socio-politici.

Il tema di quest’anno è “che fiducia hai?”. Una domanda tratta dal secondo libro dei Re, capitolo 18 verso 19. Una domanda semplice che, come tutte le domande semplici, porta ad altre, numerose domande: che fiducia abbiamo negli altri? in dio? nel futuro? nella politica? nell’impegno?

Che fiducia abbiamo, noi che arriviamo da Riesi, dinanzi alla violenza ed al silenzio dell’omertà, delle mafie, della religiosità che imprigiona e che si contrappone agli altri? Che fiducia abbiamo in un mondo che isola sempre più le periferie, in una società che discrimina i giovani, che li esclude da ogni prospettiva di sviluppo e li consegna alle mafie, alla disoccupazione, alla rassegnazione?

Il Kirchentag non è quindi un luogo per risposte come si potrebbe pensare davanti ad una iniziativa che parte dalle Chiese. È il luogo dove le domande si moltiplicano e parlano con voci e lingue diverse, aprono a prospettive plurali e si integrano tra loro affinché ricerca di nuove domande permetta un impegno più dinamico che l’accontentarsi delle risposte.